Le bacche di ginepro

Eccoci con la terza nuova spezia che abbiamo da poco inserito nella nostra già lunga lista: le bacche di ginepro.
Si tratta del frutto della pianta juniperus communis da noi cresce più o meno spontanea così come in tutta l’area mediterranea. La migliore qualità che si utilizza per le ricette proviene dalla Toscana. La sua raccolta è facile ma insidiosa per le spine che circondano i rami. Fiorisce a marzo ma i frutti si raccolgono in autunno.
Le bacche, grosse quanto un pisello, di colore nero-azzurro, hanno un sapore acidulo; contengono gineprina (un olio volatile che depone la canfora di ginepro), zucchero, resina, acetato di potassio e di calcio. Poiché facilitano l’eliminazione dell’acido urico, hanno dato ottimi risultati nella cura della calcolosi urinaria, dei reumatismi, della gotta, della albuminuria e di molte altre diffuse patologie.

Il principio aromatico che si estrae mediante distillazione è antisettico e battericida. Per questo si hanno dei buoni effetti dei preparati galenici della pianta nelle affezioni croniche dei bronchi (nelle quali le bacche agiscono come sedativo), nelle malattie infettive delle vie urinarie e nelle cistiti croniche. Le bacche fresche, schiacciate e applicate come cataplasma, hanno avuto applicazioni nell’eczema, ulcere e piaghe. Con le bacche si prepara anche un unguento contro la scabbia.

USI TERAPEUTICI: RICETTE

Come stomachico: per debolezza di stomaco e mancanza di appetito, la cura delle bacche. Si prendono così: il primo giorno 5 bacche, masticandole bene e inghiottendole; il secondo giorno, 6; il terzo giorno 7, e così di seguito, aumentando ogni giorno fino ad arrivare a 15 bacche. Questa cura, assai semplice, è efficacissima.

Come diuretico: si fa un infuso di 15 g di bacche in acqua bollente. Prendendone 3-5 tazze al giorno, si elimina acido urico; l’urina, che si fa più abondante, emana odore di violetta.

Nelle idropisie (raccolta di liquido nel tessuto sottocutaneo): agisce molto efficacemente anche il vino di ginepro che si prepara facendo macerare per 6 giorni 60 g di bacche schiacciate in un litro di vino bianco secco; se ne prendono, dopo datura, 10 g al giorno, in due volte.

Per curare renella, calcoli, dolori da coliche, mestrui ritardati: efficace la “Teriaca dei tedeschi”. Si pestano le bacche fresche e si cuociono nell’acqua. Si spremono poi in un sacchetto e si cola il succo. Questo si mette di nuovo al fuoco in in vaso di terra finché diventa consistente come il miele, agitandolo affinché non bruci. Un cucchiaino mattina e sera.

Contro la tbc infantile: si sono osservati i benefici effetti che il succo delle bacche ha sulla tubercolosi infantile. In breve tempo si sono riusciti ad attivare gli scambi e ad accrescere le capacità di reazione e il dinamismo dell’organismo, a far ritornare l’appetito e a far aumentare di peso gli ammalati. Ancora oggi non si sa quale sia il meccanismo d’azione. Sembra comunque che l’azione battericida svolga in tal senso un compito essenziale.

Sciroppo antiartritico: estratto molle di bacche di ginepro g 10, estratto fluido di asperella g 10; sciroppo delle cinque radici g 400. Due, cinque cucchiai al giorno.

Puoi trovare le bacche di ginepro sul tè shop online di Terza Luna.

USI CULINARI: RICETTE

LIQUORE DI GINEPRO

4 pugni di bacche di ginepro; 550 cc di alcool a 90°; 450 cc d’acqua; 200 g di zucchero. Schiacciate leggermente le bacche con il cucchiaio e mettetele a macerare per 10 giorni in acqua e alcool. Filtrate, aggiungete lo zucchero e girate per scioglierlo. Dopo una settimana il liquore sarà pronto per essere bevuto.

CREMA DI CAROTE AL GINEPRO

Rosolare nell’olio la cipolla finemente affettata.
Spazzolare e lavare le carote e tagliarle a rondelle.
Unirle al soffritto e salare, quindi far brasare.
A metà cottura unire 100 cl d’acqua già calda.
Portare ad ebollizione e unire i fiocchi d’avena.
Far cuocere 15 minuti e passare tutto nel mixer.
Aromatizzare con bacche di ginepro pestate nel mortaio.

SFORMATO DI ZUCCA E PATATE AL GINEPRO

Sbucciare la zucca e infornarla per 20 minuti a 250 gradi.
Lessare le patate.
Preparare un trito d’aglio e rosmarino e farlo soffriggere leggermente nell’olio.
Passare le patate nello schiacciapatate, aromatizzare la purea col soffritto e sale ed amalgamarla con la polpa di zucca.
Mettere il composto in una teglia unta d’olio e cospargere di pangrattato e bacche di ginepro pestate nel mortaio.
Infornare per 20 minuti a 200 gradi.

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