Spazio Spezie: le spezie indiane (parte 2)

LEGGI LA PRIMA PARTE…

Cannella

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Pianta originaria dello Sri Lanka, impossibile da coltivare in Europa come in Asia minore, al punto che tanto i greci quanto i romani, avrebbero in passato fatto di tutto pur di accaparrarsi questa tipica spezia indiana. Pianta notoriamente afrodisiaca, in Cina viene la cannella viene associata alla fertilità. Ancora oggi molte donne cinesi sembrano strofinare un piccolo quantitativo di cannella sugli incisivi prima di andare a letto, nella speranza di aumentare le possibilità di rimanere incinta. Di sicuro è che sembri aiutare a regolarizzare i livelli di ormoni sia nell’uomo che nella donna. Non è un caso se infatti la cannella venga consigliata alle donne con ovaio policistico. Per quanto riguarda l’uso alimentare, a differenza dell’uso che se ne fa attualmente in Occidente, in India la cannella non viene utilizzata per realizzare dei dolci, ma viene specificatamente usata per arricchire risotti e contorni, spesso dopo averla fritta nell’olio bollente.

Zafferano

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Trattasi della più costosa tra le spezie indiane e non è certamente un caso se venga definita l’oro rosso. Il valore così alto di questa fantastica spezia è però ampiamente giustificato se si pensa al numero di fiori che occorrono per produrre anche solo 100 grammi di questa spezia indiana: ben 1500…rigorosamente raccolti a mano!! Anche se storicamente sembra essere che zafferano sia stato portato in India dai Persiani nel VI secolo a.C., è convinzione del posto che fu merito di due sufi, le cui tombe sono ancor oggi oggetto di venerazione. Per quanto riguarda le sue proprietà si dica possa far ritrovare il buon umore perduto, perchè migliora la respirazione e la circolazione del sangue nell’organismo. Utilizzatissimo in cucina, lo zafferano ha un sapore unico capace di esaltare, anche solo con pochi stimmi, piatti salati e in particolare risotti.

Cumino

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Una delle spezie indiane più importanti nelle culture dei popoli antichi. Per il popolo greco ad esempio il cumino era simbolo sia dell’amicizia, ma anche della parsimonia. Per gli egizi invece era un componente fondamentale per i riti legati alla mummificazione, mentre per la cultura araba il cumino, in combinazione con miele e pepe rappresentava un validissimo afrodisiaco. Qualcosa di queste culture del passato sembra essersi conservata anche nel presente se si pensa che gli indiani sono soliti ancora oggi realizzare una bevanda energizzante a base di cumino, peperoncino, siero di latte e un pizzico di sale, ottima anche per il recupero di sali minerali e vitamine, durante le giornate più afose. Un po’ quello che accade in Germania con il “Kummel”, una bevanda alcolica molto popolare, a base proprio di cumino. Molto apprezzata dai cuochi del Nord Europa, il cumino si sta ritagliando il suo spazio privilegiato anche nella cucina italiana. Basta non esagerare nelle dosi, visto che un quantitativo troppo elevato rischia di “coprire” quasi interamente il sapore di tutto il piatto.

Curcuma

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La curcuma è considerato un cugino molto stretto dello zenzero, in virtù della somiglianza tra i loro rizomi. Ma dal punto di vista della tonalità del suo colore, risulta molto più simile allo zafferano tanto da essere spesso ricordato come lo “Zafferano d’India”. In virtù di questa caratteristica “colorante”, un tempo veniva utilizzato dalle donne dell’India come cosmetico. Ancora oggi, nelle cerimonie nunziali più tradizionali, le donne indiane solo solite, il giorno che precede il matrimonio, cospargersi viso e arti superiori con la curcuma e successivamente marcare il centro della fronte con il tradizionale sindoor. Questo perchè in India la curcuma simboleggia fertilità e purezza. Questa spezia indiana vanta qualità curative non indifferenti e viene ampiamente utilizzata nelle famiglie indiane per migliorare la salute della pelle. Utilizzato con successo in cucina sia per insaporire i piatti, che per colorarli e renderli più invitanti, per via del suo invidiabile color giallo. Una tra le spezie indiane più affascinanti, anche perchè simbolo dell’offerta che gli indiani fanno alle divinità serpenti, importantissimi nella tradizione sufi.

curcuma-divinita

Con la curcuma termina questo piccolo a sud est tra i sapori e la cultura delle spezie indiane. Speriamo di essere riusciti nell’intento di appassionarvi o quanto meno di incuriosirvi. Per qualsiasi altra domanda o per conoscere delle deliziose ricette tradizionali che possono essere realizzate con queste spezie indiane, non esitate a contattarci.

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